Bacheca di vita termolese – free space urbano

26 Novembre 2009

Galasso: «Altro che scatole vuole: i Movimenti civici sono la vera linfa vitale della nostra Regione».

In merito al dibattito che in questi giorni tiene banco in Regione, sulla presenza ed il ruolo dei movimenti civici, permettetemi di dissentire da quanti affermano che quest’ultimi, sono “contenitori vuoti”.

Altro che “vuoti”: i movimenti civici sono la vera linfa vitale del consenso democratico della nostra regione. E sbaglia chi, come Sabatini, ne fa una questione di poltrone; perché da tre anni, almeno noi, stiamo dimostrando  di saper esercitare una forte capacità attrattiva del voto popolare e di essere riusciti a radicare, tra la gente, una presenza significativa del nostro impegno politico.

E’ fin troppo evidente che non possa definirsi affatto “scatola vuota” un movimento come il nostro, che in poco tempo ha permeato la società civile ed istituzionale del Molise, conquistando ruoli significativi nei governi più rappresentativi del territorio regionale, tenendo testa nelle competizioni elettorali ai maggiori partiti del centrodestra.

Un successo che la gente ci ha testimoniato proprio per il coraggio che abbiamo dimostrato nel sottrarci alle logiche “poltronistiche” dei partiti, per essere vicini alle istanze e alle necessità del territorio, in cui ogni giorno profondiamo sinceramente ed appassionatamente il nostro impegno politico e sociale.

E qui è solo il caso di ricordare che, dal 2005 cioè da quando siamo nati, abbiamo avuto merito di dare una forte accelerata al ricambio generazionale e abbiamo costretti  tutti ad una maggiore attenzione verso il mondo giovanile, che fino ad allora era ignorato e dimenticato.

Oggi, più che mai credo, che nessuno possa sottovalutare il contributo prezioso dei movimenti, che hanno dimostrato di saper lavorare senza pretendere, convinti che il gioco di squadra premi più della corsa alle poltrone. Siamo, però anche consapevoli, che la credibilità di un grosso movimento come il nostro, si misura dall’ambito istituzionale, che gli consente di portare a sintesi le esigenze maturate nella continua interazione con i propri sostenitori.

Benché consapevoli, che la difesa di una rappresentanza nell’esecutivo, di esponenti riconducibili ai movimenti civici, sia una elemento essenziale per  ricondurre la politica su binari di legalità e di trasparenza, che altrimenti si vedrebbero persi, l’unico, vero, obiettivo che ci motiva è la salvaguardia del prezioso patrimonio di ideali, passioni e progetti che hanno portato alla nascita di “Progetto Molise”.

E’ una battaglia questa, che l’assessore Arco, a cui rinnovo la mia stima, ha saputo cogliere ed interpretare, al fine di continuare a dare voce,  nella politica molisana,  a quei  valori e principi che ci animano e ci hanno spinto in tutti questi anni, ognuno col proprio movimento, a contribuire in modo determinate all’affermazione della politica del centrodestra.

Cosmo Galasso – Coordinatore Regionale di “PROGETTO MOLISE”.

http://www.primapaginamolise.com/detail.php?news_ID=24276&goback_link=index.php

La solidarietà dell’Ordine nazionale dei giornalisti ai colleghi della TGR del Molise

L’Esecutivo nazionale dell’Ordine dei giornalisti esprime piena solidarietà ai colleghi Filippo Massari ed Enrica Cefaratti della testata giornalistica regionale, denunciati dalla Regione Molise per aver inserito nella rassegna stampa della trasmissione “Buongiorno Regione”,  il quotidiano locale “Nuovo Molise”.
L’iniziativa della Regione – la prima udienza si è svolta stamane a Cassino – non può non suscitare allarme e preoccupazione non solo tra gli operatori della comunicazione ma anche tra tutti i cittadini per l’evidente e immotivato attacco all’autonomia professionale e ai più elementari principi democratici.
L’Esecutivo del CNOG sottolinea come questo episodio conferma l’esigenza di un forte impegno per la tutela della professione giornalistica e chiede formalmente alla Regione Molise di ritirare la denuncia e di ripristinare un corretto rapporto con la TGR e con l’intero mondo dell’informazione locale.

Elettricità fatta in casa, Volkswagen lancia la sfida

BERLINO – Dopo l’auto del popolo, ecco l’energia del popolo. La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player mondiale dell’auto, l’azienda nata inventando col Maggiolino la vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell’energia con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der Spiegel già fa tremare i produttori tradizionali. La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete.

Almeno centomila mini-centrali in domicili privati, interconnesse tra loro, possono fornire la stessa produzione di energia di due reattori atomici o di due grandi centrali elettriche a carbone. A prezzi molto interessanti per l’utente, e con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia. L’accordo è stato raggiunto tra Volkswagen e Lichtblick, un’azienda che produce e fornisce energia elettrica nel nordovest della Repubblica federale.

E’ un’intesa che il colosso dell’auto e il piccolo, dinamico produttore-outsider di elettricità hanno firmato con validità da adesso per tutto il mondo. Entro il 2010 le mini-centrali domestiche saranno disponibili. E. On, Rwe, gli altri big del comparto energia in Germania, e forse oltre i confini tedeschi anche colossi come Edf, già si preoccupano: è una sfida che probabilmente non si aspettavano. E’ la prima volta che Volkswagen, produttore d’auto “puro”, si lancia alla grande in un altro comparto.

Funziona così. La mini-centrale, a prima vista, sembra un enorme frigorifero, o congelatore, o una piccola moderna caldaia. Dunque può facilmente trovare spazio nella cantina, nel locale-sgabuzzino, o in qualsiasi altro posto di una casa unifamiliare o di un appartamento. Il cuore dell’apparecchiatura è un motore Volkswagen a metano, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce energia di per sé e muove un generatore. La mini-centrale Volkswagen-Lichtblick fornisce l’energia necessaria al consumo domestico, con un’efficienza di produzione di circa il 94% nel rapporto consumo-produzione e produzione-utilizzo possibile di energia. Molto di più del 40% circa delle moderne centrali nucleari o a carbone.

Volkswagen e Lichtblick vogliono installare centomila mini-centrali in Germania in un primo momento, poi dare la caccia ad altri clienti. Ma non è tutto, appunto. Il resto, la produzione di energia residua, non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre 99mila 999 centrali domestiche e immagazzinata in un accumulatore, con cui poi Lichtblick redistribuisce la corrente ai suoi utenti in rete.

Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche. Interessantissimi anche i costi d’acquisto ed esercizio per l’utente: l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis.

Articolo di Andrea Tarquini tratto da la Repubblica.it

25 Novembre 2009

GIOVEDI’ 26 NOVEMBRE 2009 – Manovre divinatorie per il bilancio di previsione al Comune di Termoli

A detta di molti è stato necessario un gravoso intervento dal Massimo esponente Nazionale della magia nel centrosinistra per dare energia al bilancio di previsione per la gestione economica delle casse del Comune di Termoli.

Ugualmente molti i dipendenti dello stesso Comune di Termoli che sottovoce, perchè lui non senta ciò che non vuole sentire, si scambiano le preoccupazioni per lo stipendio natalizio.

Il sindaco/notaio non mostra segni di nervosismo anche perchè conosce bene le sue pecore che farebbero di tutto per non tornare a casa. Mai come ora, con la crisi internazionale: < Francia o Spagna – purchè se magna>. E poi di questi tempi le energie non mancano! La luce prodotta dalla sfera salverà il bilancio ma non i termolesi.

Riceviamo e pubblichiamo – da gruppo MOLISE CIVILE

All’Assessore Regionale alla cultura Dr.Sandro Arco

e p.c.

al Portavoce Regionale del Movimento Molise Civile Avv. Stefano Sabatini

Caro Sandro,

abbiamo letto, con stupore, la nota stampa da te inviata, nella giornata di ieri, firmata anche da alcuni membri del comitato direttivo nonché da un membro supplente del consiglio dei probiviri del nostro Movimento.

Non vogliamo entrare nel merito della questione politica, avendo piena fiducia e condividendo appieno l’operato del nostro portavoce Stefano Sabatini.

Ti vogliamo invece segnalare,e segnalare all’opinione pubblica alla quale invieremo questa breve nota, che il comitato direttivo di Molise Civile, come volevi fare intendere, non si esaurisce con i soli firmatari della tua nota, ma include anche altri, tra cui molti dei sottoscritti, che pensano di avere  la stessa dignità e la stessa rappresentatività degli altri.

I movimenti, caro Sandro,  rispondono ad esigenze politiche dei cittadini e del territorio, e non sono giocattoli di cui qualcuno possa appropriarsi o sentirsi proprietario.

Con immutata stima.

Adriano Izzi, Nicandro Tasso, Donato Giuliani, Giuseppe Fallica, Massimo Volpe, Franco Conte, Rosanna Tucci, Carlo Lamenta, Alfredo D’Amico, Gennaro Barbiero, Claudio Eliseo, Nicola Gesualdo, Maurizio Mitro, Santino Garocchio

Confusione “sinistra” sull’omofobia – Carfagna: Gay, Transessuali, Clandestini … ? – “è cosa nostra !!!”

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La sinistra non molla i trans & C.

ma tutto questo è … cosa nostra!

Storia della musica – The DOORS (Jim Morrison)

I The Doors sono stati un gruppo musicale rock statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore (batterista), e scioltosi definitivamente dopo otto anni di carriera effettiva nel 1973, due anni dopo la morte di Jim Morrison (avvenuta il 3 luglio del 1971). Sono considerati fra i gruppi più influenti e controversi della musica rock, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia e jazz. Molti dei loro brani, come Light My Fire, Hello, I Love You e Riders on the Storm, sono considerati dei classici assoluti e sono stati reinterpretati da numerosi artisti delle generazioni successive. Secondo la RIAA i Doors hanno venduto 32.5 milioni di dischi solo negli Stati Uniti.

La band è stata fondata nell’estate del 1965 a Venice Beach, in California, a seguito dell’incontro tra Jim Morrison e Ray Manzarek, entrambi studenti della UCLA School of Theater, Film and Television dell’Università della California. Passeggiando lungo la spiaggia di Venice, infatti, Morrison canticchiò a Manzarek, quattro anni più anziano di lui, il testo di una canzone che aveva appena scritto, Moonlight Drive, dichiarandogli contemporaneamente la sua totale inesperienza musicale e quindi l’impossibilità di tradurla su pentagramma. Manzarek in quel momento faceva parte di una band chiamata Rick & The Ravens insieme ai fratelli Rick e Jim Manzarek ma, riconoscendo in Morrison delle potenzialità interessanti, gli propose di creare un nuovo gruppo. Attraverso le sue conoscenze, Ray ebbe la possibilità di ingaggiare Krieger, interessato al flamenco, e Densmore, appassionato di jazz, che già suonavano con un gruppo chiamato The Psychedelic Rangers: i tre si erano conosciuti ad una lezione comune di meditazione trascendentale del guru Maharishi Mahesh Yogi. Morrison scelse il nome del gruppo dal testo del libro di Aldous Huxley Le porte della percezione (The Doors of Perception) del 1954.

I Doors partirono privi di un bassista, fondamentale in quanto riferimento ritmico per un gruppo rock, e non trovarono un musicista di loro gradimento in quel ruolo: va detto che tra i 4 Doors si creò da subito un rapporto molto stretto e profondo che Morrison voleva custodire con ogni cura. Di conseguenza, durante i provini alla ricerca del bassista, l’attenzione non andava soltanto alle capacità musicali dell’eventuale nuovo acquisto per il gruppo ma anche alla sua persona. Dopo qualche audizione, Manzarek, tastierista tecnicamente e musicalmente dotatissimo, propose di adattarsi in quel ruolo, aggiungendo al suo organo Vox Continental un elemento che gli consentisse di gestire il basso con la mano sinistra e la parte melodica alla tastiera con la destra. Nello specifico, utilizzò un Fender Rhodes Piano Bass, appoggiato sul top piatto dell’organo. Fu la soluzione definitiva e, in qualche modo, responsabile del successo, visto che caratterizzerà sempre il timbro della musica della band. La tastiera suonata solo su ottave alte divenne infatti una componente tagliente e inusuale, dando a questo strumento un ruolo molto rilevante nella definizione delle linee melodiche dei brani e un’incredibile posizione di primo piano negli assoli. In quegli anni, infatti, il ruolo descritto era competenza esclusiva delle chitarre ritmiche, cui competevano anche tutti gli assoli. Nelle registrazioni in studio, comunque, a parte l’album The Doors, fu scelto di utilizzare un basso semplice, che cambiava a seconda delle occasioni: Jerry Scheff, Harvey Brooks, Doug Lubahn, Kerry Magness, Lonnie Mack, Larry Knechtel, Leroy Vinnegar e Ray Neapolitan figurano tra i musicisti scelti.

I testi delle canzoni dei Doors sono influenzati anche dagli scritti di Aldous Huxley e in particolare dal saggio Le porte della percezione (The Doors of Perception), anch’esso ispirato dal celebre verso di William Blake. Huxley faceva uso di allucinogeni come la mescalina. Altre influenze sulla poetica dei Doors sono rintracciabili nel pensiero di Friedrich Nietzsche e nella cultura classica, come la chiara citazione dell’Edipo Re di Sofocle nella canzone The End: «father I want to kill you/mother I want to fuck you»; (padre voglio ucciderti/madre voglio scoparti) oltre ad uno tra i poeti più amati da Morrison, Rimbaud, che sosteneva la tesi dello sconvolgimento dei sensi necessario per percepire meglio ciò che ci circonda. La musica dei Doors tende a focalizzarsi attorno alle evoluzioni della tastiera di Ray Manzarek appassionato di jazz e del blues di Chicago, mentre Robby Krieger alla chitarra suonava con delle influenze di flamenco, indiane, pezzi blues e di musica classica, per finire, Densmore con influenze jazz, forniva le linee di batteria necessarie per i diversi ritmi. Nell’ estate del 1965 i Doors con una formazione ancora in via di sperimentazione svolgono le prime prove senza Krieger, in questo momento il gruppo era composto da Jim Morrison voce, Ray Manzarek piano, John Densmore batteria, Rick Manzarek chitarra, Jim Manzarek armonica e al basso da una ragazza di nome Pat Sullivan. Il sestetto, il 2 settembre del 1965 registrò sei canzoni Demo al World Pacific Jazz Studios che erano (Hello, I Love You, Moonlight Drive, Summer’s Almost Gone, My eyes Have Seen You, The End Of The Night, e Go Insane(A Little Game) pubblicate molti anni dopo nel The Doors Box Set del 1997, quindi stamparono qualche acetato per procurarsi degli ingaggi. Il battesimo di Krieger avvenne qualche settimana dopo (l’abbandono dalla band dei due fratelli di Manzarek, insicuri sulle potenzialità della band), in un provino per il pezzo Moonlight Drive, egli dimostrò la sua abilità nell’ usare la chitarra slide, l’invito ad unirsi alla band fu immediato. Fu John Densmore a chiedere a Krieger di entrare a far parte della formazione.

Questo è il momento della nascita dei The Doors e siamo alla fine dell’estate del 1965. Dopo un contratto non portato a termine con la Columbia Records e una gavetta nei club e concerti procurati dalla schiera di amici i The Doors vengono ingaggiati al London Fog[9]. I Doors cominciarono a suonare in un locale del Sunset Boulevard, il London Fog, e vennero successivamente assunti nel celebre Whisky a Go Go [10] come band di casa, che aprirà gli spettacoli di band già note nell’area di Los Angeles e non solo come: Buffalo Springfield, Love, The Byrds, Johnny Rivers, Chambers Brothers, Otis Redding, The Turtles, Frank Zappa con la The Mothers of Invention e i Them di Van Morrison, con quest’ultimo il 18 giugno 1966 le due band, i The Doors e i Them suoneranno insieme il brano In The Midnight Hour e si lanceranno in 20 minuti di improvvisazione del brano Gloria che i Doors avevano nel loro repertorio, e che eseguivano normalmente tutte le sere al Whisky e che continueranno ad eseguirla negli anni a venire.

Nel 1966 vennero finalmente notati dalla Elektra, grazie alle raccomandazioni e alle pressioni di Arthur Lee cantante dei Love, band sotto contratto con l’Elektra Records, che convinse Jac Holzman ad assistere ad un concerto dei doors.

Il 10 agosto 1966 Holzman presidente dell’Elektra Records, si reca al Whisky per vedere i Doors in azione. Al momento non rimane particolarmente impressionato dal gruppo ma Ronnie Harran, talent scout del Whisky, e Arthur Lee dei Love, lo convincono a tornare. Passano i giorni e Holzman rimane sempre più colpito dal complesso, pur continuando a nutrire perplessità sul suo potenziale commerciale, dato uno stile così inconsueto. Holzman chiama a New York Paul A. Rothchild, produttore dello staff Elektra, e gli chiede di aiutarlo a decidere se far firmare il gruppo.

Il 15 agosto 1966 Paul A. Rothchild accompagnò Jac Holzman al Whisky per vedere i Doors, ma purtroppo per il gruppo evidentemente non era giornata, ed egli assistette ad una delle peggiori esibizioni della sua vita, così Rothchild rimase a Los Angeles per qualche giorno per assistere nuovamente ad un concerto dei Doors, dopo quella brutta esibizione Paul A. Rothchild assistette ad una delle migliori performances musicali della sua vita come racconterà in seguito. Dopo quel secondo concerto, Holzman insieme a Rothchild contattarono il gruppo non esitando a confessare di essere rimasti fortemente impressionati dallo spettacolo e che Rothchild consiglierà immediatamente all’Elektra di assumerli. Il suo entusiasmo è così contagioso che Holzman propose un contratto discografico la sera stessa del provino, i Doors sono entusiasti ma l’esperienza con la Columbia li rende più cauti e li spinge a pensarci su qualche giorno. Holzman tornò a New York e i quattro si rivolsero ad un avvocato, su suggerimento del padre di Robby Krieger, e si accordarono con Max Fink, che li rappresenterà per tutta la carriera.

 

Il 21 agosto 1966 i Doors si esibirono per l’ultima volta al Whisky a Go Go come band di casa, aprirono lo show con una sinistra versione del brano The End, Morrison inserì il passaggio edipico nel bel mezzo della canzone e così i Doors vennero licenziati la sera stessa.

Il 3 luglio del 1971, Morrison morì in circostanze mai del tutto chiarite; il suo corpo venne ritrovato privo di vita nella vasca da bagno del suo appartamento a Parigi, in Rue Beautrellis, 7. Si concluse che fosse morto per arresto cardiaco, anche se successivamente venne rivelato che nessuna autopsia venne effettuata prima che il corpo di Morrison fosse sepolto al cimitero Père Lachaise di Parigi.

La sua morte rimane avvolta nel mistero, visto che nessuno – oltre alla sua fidanzata e al suo dottore – ha mai visto il corpo di Jim Morrison. Per evitare un continuo via vai di fotografi, persone importanti e gente comune, si decise per una cerimonia funebre semplice all’interno del cimitero Père Lachaise alla quale erano presenti Pamela, Bill Siddons e al massimo altre 4 o 5 persone. La scomparsa di Morrison avvia così due movimenti: quello delle migliaia di fan che annualmente recano visita alla sua tomba in un cimitero di Parigi e quello, contrario, di coloro che credono che il cantante-mito sia vivo e vegeto a godersi la sua strana vita in qualche remoto angolo di mondo.

La morte di Jim Morrison avvenuta all’età di 27 anni va così ad aggiungere l’artista al cosiddetto Club 27 (che indica gli artisti deceduti all’età di 27 anni) che comprende artisti come Brian Jones, nato a Cheltenham il 28 febbraio 1942 e morto a Hartfield il 3 luglio 1969, Jimi Hendrix nato a Seattle il 27 novembre 1942 e morto a Londra il 18 settembre 1970, Janis Joplin, nata a Port Arthur il 19 gennaio 1943 e morta a Los Angeles il 4 ottobre 1970 e Kurt Cobain, nato ad Aberdeen il 20 febbraio 1967 e morto a Seattle il 5 aprile 1994.

Come sempre si ringrazia WIKIPEDIA per i testi

24 Novembre 2009

Pillola RU 486: arrivano lo stop e l’eurofiguraccia, in nome del Papa Re

da “Articolo 21”

di Simone Luciani

ru 486

Parigi val bene una messa. Figuriamoci per chi di messe ne prenderebbe a iosa (purché ne siano ben informati i giornali, più che la propria coscienza…). Così, i componenti di maggioranza della Commissione Igiene e Sanità del Senato (quelli che hanno sfornato il DDL Calabrò, i feticisti del sondino…), cui da settembre è in mano un’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva –ufficialmente per verificarne la compatibilità con la legge 194, in sostanza per tentare di bloccarne l’immissione in commercio-, da domani dovranno discuterne il documento finale. Le conclusioni contenute nella bozza (diffusa dall’Aduc) sono degne di un genio che ben altra sorte meriterebbe che un misero seggio senatoriale.

Sostanzialmente, la Commissione dovrebbe avanzare (non crediamo che la minoranza possa modificare granché della bozza) una serie richieste, anche se basterebbe la prima per preannunciarci il rinvio alle calende greche dell’arrivo della RU486 negli ospedali italiani, cui mancherebbe solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: secondo la Commissione, nonostante i 700 giorni di durata della procedura d’immissione in commercio (contro i 90 previsti da normativa, ma di questo ritardo si è ritenuto di non dover chiedere puntuale conto ai due dirigenti dell’Agenzia del Farmaco ascoltati), non sarebbe stato acquisito il parere del Ministero della Salute in materia di compatibilità con la legge 194. La RU486 è infatti in via d’approvazione da parte dell’Agenzia del Farmaco per mutuo riconoscimento: se una casa produttrice chiede l’immissione in commercio in Italia di un proprio farmaco già in uso in un altro paese europeo, si considerano validi, tramite la “mediazione” dell’Agenzia Europea del Farmaco, gli studi di efficacia e sicurezza effettuati nell’altro paese (nel nostro caso, la Francia). Con una eccezione, che riguarda gli abortivi laddove risultino incompatibili con la legge nazionale in materia di interruzione di gravidanza.

E’ una norma voluta, ovviamente, per quei paesi dove l’aborto non è consentito, come l’Irlanda. Ma in mani sbagliate, come quelle della banda del sondino, diventa un’arma micidiale. Così, con un colpo di genio si chiede di sospendere la procedura per attendere l’illuminato parere del duo Sacconi/Roccella, delle cui posizioni sulla RU486 sanno anche i bambini. Dunque, una sorta di sospensione a tempo indeterminato, in attesa di un parere che, attraverso labirinti e arrampicate sugli specchi, riuscirebbe infine a dire che la pillola con la 194 proprio non c’entra (chi conosce la legge sa che può essere così solo per chi è accecato dall’ideologia).

Ma proprio perché Parigi val bene una messa, e se ne va della credibilità del nostro paese a livello europeo chissenefrega, la banda del sondino non si accontenta di questo colpo di genio, e ne sfodera un altro: chiede cioè all’Agenzia Europea del Farmaco di riaprire il dibattito sulla pillola abortiva. Questo significherebbe (sic!) che il farmaco dovrebbe essere ritirato in tutta Europa. E tutto ciò sulla base di quale straordinaria scoperta scientifica? Nessuna. In due mesi di lavoro la Commissione (eravamo stati buoni profeti) non ha prodotto o portato alla luce uno straccio di novità. Tutto ciò che è stato prodotto è una serie di audizioni di personaggi che da anni, da una parte e dall’altra, ripetono la loro posizione sulla pillola abortiva, e la novità è che stavolta sono andati a dirla in Senato. Dunque? Dunque non basta stoppare la pillola abortiva: è necessario anche coprirsi di ridicolo di fronte all’intera Europa. Purché il messaggio arrivi a chi alloggia a pochi chilometri da Palazzo Madama, passato il Tevere…

Questo accade nel Senato della Repubblica. Così vengono spesi i soldi degli italiani. Ricorda la senatrice radicale Donatella Poretti che su 24 convocazioni della Commissione Sanità da settembre a oggi, 16 hanno riguardato l’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva.

Aggiungiamo un dettaglio: per fare spazio a questa utilissima indagine, è stato stoppato l’iter della proposta di legge sulle cure palliative e le terapie del dolore. Una proposta di legge già approvata all’unanimità dalla Camera e sulla quale tutti sono d’accordo. Basterebbe qualche aggiustamento tecnico, e una legge che riguarda milioni (sì, milioni…) di persone che soffrono, in fase terminale o quotidianamente, sarebbe rapidamente approvata. Appunto: Parigi val bene una messa. Ma una domanda (ri)sorge spontanea: decido io o decide Dio?

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato!

Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi all’uso di un vaccino inutile, non ancora sperimentato né sottoposto ai controlli necessari e gli interessi economici che sono all’origine di questa grande speculazione.

DIVENTA PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA CAMPAGNA D’INFORMAZIONE!

Il nostro appello, insieme alle firme di tutti coloro che ci sosterranno, verrà inviato alle istituzioni sanitarie e amministrative, a livello locale e nazionale, per ottenere chiarimenti e avviare iniziative di denuncia contro il comportamento allarmistico tenuto da televisioni e giornali.

 

Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato!

Riceviamo e pubblichiamo – da Portavoce regionale Avv.to Stefano Sabatini

COMUNICATO STAMPA 24.11.2009

Il Movimento politico Molise Civile, relativamente alle vicende che stanno interessando l’Assessore regionale Sandro Arco, esponente a suo tempo designato dal Movimento a tale incarico, vuole effettuare alcune precisazioni.

Il Movimento ha appreso dagli organi di stampa che Sandro Arco ha rifiutato l’incarico di Direttore della nascente Fondazione Cultura.

Il Coordinamento regionale di Molise Civile precisa che Arco non ha mai ritenuto di informare gli organi del partito di tale sua decisione. Tra l’altro da diversi mesi non partecipa più alle riunioni ed alla vita politica del Movimento.

Circa affermazioni dello stesso in ordine ai notevoli risultati elettorali sin qui ottenuti da Molise Civile, va precisato che tali risultati appartengono al Movimento tutto intero, a tutti i candidati ed ai sostenitori che, pur in mancanza di una poltrona di rilievo, hanno creduto e continuano a credere nei valori e nelle idee del Movimento.

Molise Civile continua il suo cammino, più forte e sempre più vicino ai cittadini.

Il Portavoce regionale

Avv.to Stefano Sabatini

Campobasso, 24/11/2009

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